
(dal blog di Norberto Gallo)
Uno fa di tutto per “levare occasione” tenuto conto che da queste parti ci si altera facilmente. Cerca di non dire niente che possa generare maschie discussioni perchè poi si scoccia di doversi mettere pure a rispondere colpo su colpo con conseguenze gravi per fegato e karma. E cosa ti fanno gli arancioni di giunta? Il video celebrativo per il “lungomare liberato”!
Certo, all’inizio uno si ripromette di evitare di guardarlo perchè tanto lo sa come va a finire. Ma poi te lo ritrovi in tutte le salse sul web, tra siti, facebook e twitter, con tanto di orgoglioso commento sul che cosa si sono “fidati di fare”, e alla fine ti dici che sto’ video lo devi guardare. Per forza.
E così, alla fine ti ritrovi fegato e karma andati e un paio di cose che non riesci proprio più a tenerti dentro.
Perchè se sulla Ztl e sul ri-rinascimento puoi pure far finta di niente, a sentire l’ennesima edizione dell’oleografia del Paese d’o sole ti eri già rotto da qualche lustro.
Per l’amor di Dio, chiariamoci. Artisti di caratura e peso come questi vanno solo ringraziati per l’impegno civico dimostrato nel prestare il proprio volto in segno d’amore per la propria città senza averne nulla in cambio.
Ma a parte il meccanismo un po’ datato, è tutto da spiegare l’assunto per cui un artista interrogato sulla Ztl ha autorevolezza, profondità di pensiero, acutezza nell’analisi, tali da farne un maitre a penser.
E così il video lo guardi. Ma dopo che lo hai sentito per la prima volta, lo devi rimettere e risentire bene. Altre due, altre tre, tante volte, fino ad essere sicuro di avere capito.
“Sembra un film, ma una scena drammatica talmente è strano il silenzio che c’è senza le macchine”. E vabbé, è appena cominciato, pensi. Non sapeva cosa dire e non ha saputo fare di meglio. In fondo è gratis. Così vai avanti e ti sforzi di continuare a pensare positivo.
“La gente non lo sa che Napoli in questo momento è diventata un’altra città” comincia quest’altro. Mentre ti assale il dubbio che non sappia quello che dice, ottieni conferma da un disarmante “è quella che è sempre stata”. Resosi conto della debacle, tenta un recupero in extremis “insomma con l’aiuto di molti napoletani che devono rinunciare a certe stupide comodità di passare per il lungomare con la macchina” e rincuorato dal richiamo fatto al senso di responsabilità dei buoni, alzando lievemente la voce e con napoletanità acuta conclude “ma pecché!?! passate da un’altra parte e lasciateci il mare libero!”.
Però ha fatto bene, ti forzi a pensare. Ne ha dette quattro a quei prepotenti che si ostinano a voler passare di li!
Intanto continua la carrellata di pareri ed opinioni autorevoli.
C’è quello che pur entusiasta, sa mostrare consapevolezza e comprensione per i bisogni di commercianti e ristoratori. D’altra parte, confessa, lui li ci viveva fino a poco tempo fa, e trascorreva giornate intere a fare jogging, a passeggiare sul lungomare, a fare cene con gli amici…
Poi c’è quell’altro che con mestiere fa capire che non c’è bisogno di parlare. Dice solo al cameramen “inquadralo, non mi far dire cose inutili” Intendendo un tale steso a prendere il sole, e aggiunge sornione: “è una delle bellezze più belle del mondo”. Ma il panorama o il ragazzo, ti chiedi, e chiarisce che è il panorama concludendo soddisfatto “ce ne siamo riappropriati”.
Intanto arriva lei che dice di aver girato molto, e proprio per questo sa che “è un lungomare fantastico”. O quello più profondo, che contento riferisce di aver sentito uno che diceva “non sembra Napoli” e teneramente chiosa “come fare a dire che tutto questo sia brutto?”.
Ma il clou è il signore che, macerato nella sua primitiva napoletanità, pensieroso ed affannato dice: “e quanto è bello” simpatico e istrionico come del resto tutti i napoletani lo sono. E con insospettata profondità si avventura in una considerazione certamente definitiva: “ma secondo te in una città piena e prublemi, cu ‘e vie scassate, munnezza per tutte parti ma perchè a ggente nun se ne va?”.
Ma per il lungomare liberato, è ovvio!