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«Rimpasto? No, battipanni»


(di Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno)

Il sindaco Iervoli­no ha risolto le cose a modo suo. Una lavata di capo ad alcu­ni, una rassicurazione ad altri e per tutti la raccomandazione di non lasciarsi prendere la mano. Di andare avanti senza cedere alla tentazione di lasciar uscire fuori dal Palazzo le chiacchiere. Raccomandazioni però inutili di questi tempi. E così è bastato poco per cogliere le risultanze della giunta informale che il pri­mo cittadino ha convocato ieri alle 13 per parlare ai suoi asses­sori delle ripetute voci su un rimpasto. Un rimpasto che cal­deggiato dalla «lobby» di Emi­lio Montemarano che vuole pe­sare di più non solo in Giunta, ma anche nei consigli di ammi­nistrazioni delle partecipate del Comune e alla presidenza delle commissioni consiliari.

Ma la Iervolino ha detto ai suoi — in realtà erano assenti Oddati, Raffa, Realfonzo e Pao­lo Giacomelli — in trenta minu­ti secchi di incontro che cambia­menti non ce ne saranno, o che non dovranno essere comun­que intepretati come bocciatu­re. Allora si cambia? Di certo, per oggi è fissata un’altra giun­ta, questa volta formale, e chis­sà che le carte in tavola non vengano svelate proprio in que­sta occasione. Al momento fra voci, indiscrezioni, supposizio­ni ed ipotesi varie sono dati in partenza dieci assessori. Un nu­mero sicuramente sovradimen­sionato, ma che la dice lunga sul clima che si respira a Palaz­zo San Giacomo. Di Oddati si di­ce che potrebbe essere destina­to al solo Forum delle Culture, per lasciare ad altri la poltrona di assessore alla Cultura. I tecni­ci Amaturo, Realfonzo, Diego Guida, Pasquale Belfiore, Mar­cello D’Aponte, Luigi Scotti e Mario Raffa sarebbero a loro volta a rischio, ma certamente non potrebbero essere sostitui­ti tutti. Scotti ha detto ai colle­ghi che non ha in programma di ritirarsi, mostrando faldoni di carte sulle quali è al lavoro in queste ore.

Oggi si replica, in una atmo­sfera probabilmente più tesa. Anche perché c’è chi in giunta ritiene che questo fermento non giovi a far procedere senza problemi le attività ordinarie. Insomma anche chi sente sotto di sè la poltrona ben salda pre­ferirebbe poter lavorare in un clima diverso. Temendo forse che queste perturbazioni di ca­rattere politico potrebbero fini­re per travolgere l’intero grup­po. Senza considerare poi la possibilità di nuovi scolvolgi­menti e ulteriori pressioni in vi­sta delle candidature alle regio­nali.

La Iervolino però fa spalluce. Ieri, prima di riunire i suoi as­sessori, ha detto che il suo ruo­lo va considerato come quello di una «mamma» che più volte ha richiamato i suoi per risolve­re i problemi interni. «Una mamma usa anche il battipan­ni, per non dire la frusta; co­munque — ha aggiunto — mi sembra la solita tempesta in un bicchiere d’acqua. Non esiste proprio niente e non si tratta di mettere pace, perchè non c’è guerra».

E, intanto, sullo sfondo oltre alle pressioni che vengono dal­l’esterno da Montemarano e da Enzo Amendola ci sono anche forti attriti fra gli assessori. Quello meno popolare sarebbe proprio Riccardo Realfonzo, che avrebbe avuto incompren­sioni relative al voto di alcune delibere con i colleghi che gli rimproverano anche la sua vo­glia di mettersi in gioco a Palaz­zo Santa Lucia.

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