Addio al mercato etnico, la maggioranza si spacca
(di Mariano Rotondo da il Giornale di Napoli) La Ferrovia dà l’addio all’idea originaria del mercato etnico. A quanto pare, infatti, negli stalli di via Bologna non resteranno i venditori storici di colore o provenienti dal Maghreb, bensì l’Amministrazione intende aprire una vera e propria gara aperta a tutti.
Ieri, infatti, sul sito internet del Comune è stato pubblicato il bando per la concessione di 69 postazioni nell’area mercatale di via Bologna nei pressi di piazza Garibaldi. L’area, da circa dieci anni, è interessata da un mercato multietnico di cittadini migranti che vendono prodotti dei loro Paesi. Il nuovo bando del Comune di Napoli, prevede la partecipazione libera, quindi non tiene conto della presenza dei migranti e di fatto non riconosce l’esistenza e la continuità del mercatino multietnico cancellandolo di fatto. Sull’argomento protestano vivamente i consiglieri della maggioranza della Giunta di Luigi de Magistris, Vittorio Vasquez, capogruppo di “Napoli è Tua”, Pietro Rinaldi sempre di “Napoli è Tua”, Alessandro Fucito, capogruppo della Federazione della Sinistra ed Elena Coccia vicepresidente del consiglio comunale. I consiglieri di maggioranza commentano in una nota alquanto dura sulla vicenda: «Siamo assolutamente d’accordo con l’operato dell’Amministrazione per perseguire la legalità nella nostra città – dicono – Solo che a volte non capiamo se attraverso queste operazioni lottiamo contro la povertà, l’emarginazione e il disagio sociale o lottiamo contro i poveri e gli emarginati. Ribadire l’esigenza del rispetto delle leggi non può significare non perseguire in via prioritaria l’esigenza di giustizia sociale in città». I consiglieri Vasquez, Rinaldi, Fucito e Coccia annunciano che saranno al fianco del migranti se la Giunta non rivedrà l’atto pubblico: «Riterremmo un grave errore dell’ Amministrazione mortificare l’esperienza degli immigrati di via Bologna e per questo saremo al loro fianco per iniziative di lotta che dovessero decidere di intraprendere», sottolineano infine i consiglieri che finora non hanno avuto alcuna difficoltà a schierarsi, quando occorreva, contro le idee del primo cittadino.












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